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giovedì 20 gennaio 2011

Lavori senza fine


Siamo alle battute finali dei lavori di ristrutturazione di casa e il peso di ormai molti mesi di attenzione e di stress su questa attività è sempre più difficile da sostenere. Sembra che la parola fine non sia ancora all'orizzonte.
Certo rispetto solo a un mese fa i progressi sono notevoli ma ci vorranno ancora un paio di mesi prima di potermi rilassare. A quel punto prevarrà il vuoto improvviso che segue le grandi imprese.
Dovrò trovare una compensazione in un'altra attività pena la depressione? mah!

mercoledì 19 gennaio 2011

Disorientamento

Tutte le notizie anche le più imbarazzanti, in particolare per gli uomini politici,
creano lo shock del momento e poi, basta avere pazienza, la notizia diventa parte del passato, perde la sua valenza etica, la gente è ormai assuefatta a qualsiasi scandalo. E' come se la realtà avesse una dimensione virtuale, quella di un mondo lontano, che non ci tocca perchè la realtà vera è quella del lavoro, della precarietà, delle spese da saldare a fine mese, della salute, del futuro dei figli.
Lo showbiz ha imposto il suo modello. La televisione ha drogato la percezione del reale. La via facile al successo, divulgata dalla tv, ha creato una distonia tra la difficoltà della vita quotidiana e la vita virtuale. I più squallidi comportamenti diventano sistema.
Ci nutriamo di queste notizie che ottundono la nostra mente che, per natura, a distanza di tempo, le metabolizza e le confonde con il reale.
Dovremmo staccare la spina per qualche mese. Ecchisenefrega se silvio si diverte.

domenica 9 gennaio 2011

Dinner for One

LOL...
Questi due video mi hanno proprio divertito.


venerdì 7 gennaio 2011

Hereafter

Clint Eastwood non finisce di stupire: il suo ultimo film Hereafter dimostra che Eastwood è il miglior regista vivente.
Sempre più il regista sta ponendo allo spettatore temi essenziali, decisivi per comprendere e dare senso alla nostra vita.
In Hereafter il tema è appunto l'aldilà. Ma non si tratta di dimostrarne l'esistenza quanto di comprendere il trauma di chi ha perso una persona cara all'improvviso e non è in grado di elaborarne il lutto. Il tema quindi riguarda i viventi e l'accettazione della perdita.
Le persone colpite da una perdita improvvisa, più di tutte, hanno bisogno di attenzione, di qualcuno che sa pronunciare la parola vera che li guarisce, che permette loro di riprendere la propria vita. Come è successo al gemello del film che cerca tra i ciarlatani chi è autentico e in grado di dargli aiuto vivendo il disorientamento nella mancanza di significato della propria vita senza il fratello morto in un'inconcepibile incidente d'auto.
In generale il film ci apre ad una dimensione profonda di meditazione dove il razionale non necessariamente deve costituire una barriera alla ricerca.

RODIN: Le Origini Del Genio



A Legnano è stata allestita una mostra sulle opere di Rodin ed in particolare sul periodo iniziale della sua ricerca artistica. Rodin ha fondato, sulla modestia e sul duro lavoro da artigiano, le radici del suo genio autodidatta. Gli ambienti accademici lo hanno ostacoloto, misconosciuto ma, alla fine è emersa la sua potenza creativa.
Sono rimasto impressionato dalla Porta dell'Inferno ed in particolare dalla statua del Pensatore. Il Pensatore è Dante che in una meditazione profonda ammira la sua creatura. La possenza fisica del calco in gesso presente alla mostra ricorda la scultura di Michelangelo che è stato un forte riferimento per Rodin. Mi ricorda il Mosè.
L'erotismo che promana dalle sculture di Rodin evidenzia la passione e l'energia spesa in tante ore di lavoro e di compimento della sua missione artistica.
La mostra è stata realizzata con competenza e l'ascolto dell'audio guida completa in modo eccellente la conoscenza dell'artista.

mercoledì 5 gennaio 2011

Running


Domani è La Befana, niente treno all'alba, niente treno al tramonto ma solo un'ottima occasione per correre verso mezzogiorno quando la temperatura è gradevole.
Dalla corsa sto imparando tante cose. Di me stesso, ovviamente.
Ho capito che non parteciperò mai ad alcuna competizione, non ne ho alcun interesse, non ne capisco il senso.
Per me, il correre è un atto che esige profonda privacy. E' un esercizio spirituale prima che fisico. E' una occasione di meditazione, quando accade oppure è semplicemente attesa dell'apparizione di un'intuizione, di un pensiero, di un'idea che mi acquieta.
Per fare questo la corsa non può assorbire il 100% delle mie energie, ci deve essere un piccolo spazio libero per lasciar germogliare un pensiero.
In particolare è la volontà che si allena con la corsa, con l'impegno di non aderire a facili pretesti per rinunciarvi, con la resistenza alle avversità atmosferiche o a piccoli dolori.
Ma anche "l'equilibrio" ne beneficia; il distacco dalle preoccupazioni, dall'ansia, dallo stress, il ritorno alla pace interiore, il sorriso impercettibile che affiora sul viso dopo la corsa: le endorfine rilasciano la loro pozione magica.
Qualche anno fa quando ancora pensavo impossibile per me correre anche solo pochi minuti, ho chiesto ingenuamente ad un vecchio runner il perchè lui corresse.
E la risposta è stata: ho sempre corso da quando ero un bambino!
Mi sembra ancora un'ottima risposta.

lunedì 3 gennaio 2011

Paolo Virno


Su Repubblica del 3/1 è stata pubblicata un'intervista di Maurizio ferraris con il filosofo Paolo Virno.
L'argomento trattato mi ha ricordato uno dei miei pensieri durante le feste.
E cioè: che senso hanno le feste, le ripetizioni dei riti, l'ingenuità e la noia della ripetizione? La mia risposta è stata che tutto questo dà un senso alla nostra vita, ci evita la depressione di un orizzonte temporale senza riferimenti se non il giorno e la notte (che in qualche modo celebrano il rito dell'alternanza). Ma Virno cita Ernesto De Martino, il filosofo e antropologo che ha studiato la cultura popolare lucana e che ho scoperto molti anni fa tra i miei interessi sulla cultura e le tradizioni popolari. "A suo giudizio i riti fronteggiano la perdita della presenza". E rigenerano i nostri fondamenti, le nostre radici.
La ripetizione consapevole non è noia, è atto creativo, è rinascita.
Le abitudini traducono in quotidianità ciò che è stato appreso e che viene messo in atto senza ulteriore sforzo. Le buone abitudini, ovviamente.