Etichette

mercoledì 5 gennaio 2011

Running


Domani è La Befana, niente treno all'alba, niente treno al tramonto ma solo un'ottima occasione per correre verso mezzogiorno quando la temperatura è gradevole.
Dalla corsa sto imparando tante cose. Di me stesso, ovviamente.
Ho capito che non parteciperò mai ad alcuna competizione, non ne ho alcun interesse, non ne capisco il senso.
Per me, il correre è un atto che esige profonda privacy. E' un esercizio spirituale prima che fisico. E' una occasione di meditazione, quando accade oppure è semplicemente attesa dell'apparizione di un'intuizione, di un pensiero, di un'idea che mi acquieta.
Per fare questo la corsa non può assorbire il 100% delle mie energie, ci deve essere un piccolo spazio libero per lasciar germogliare un pensiero.
In particolare è la volontà che si allena con la corsa, con l'impegno di non aderire a facili pretesti per rinunciarvi, con la resistenza alle avversità atmosferiche o a piccoli dolori.
Ma anche "l'equilibrio" ne beneficia; il distacco dalle preoccupazioni, dall'ansia, dallo stress, il ritorno alla pace interiore, il sorriso impercettibile che affiora sul viso dopo la corsa: le endorfine rilasciano la loro pozione magica.
Qualche anno fa quando ancora pensavo impossibile per me correre anche solo pochi minuti, ho chiesto ingenuamente ad un vecchio runner il perchè lui corresse.
E la risposta è stata: ho sempre corso da quando ero un bambino!
Mi sembra ancora un'ottima risposta.

Nessun commento:

Posta un commento