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mercoledì 10 ottobre 2012
A Carla, la mia mamma
Finalmente ti ho ascoltata, ti ho permesso di parlare di te, di svelare le tue convinzioni, i principi che saldamente ti hanno guidato.
Due adulti consapevoli di vivere un frammento di vita irripetibile.
Hai voluto sincerarti fino in fondo che io fossi in grado di prendere il tuo posto e guidare la famiglia; le tue nipoti in particolare.
Mi hai insegnato il modo di entrare in relazione con te, con l'ironia, il gioco e la ripetizione.
E nella ripetizione ogni volta si aggiungeva una sfumatura nuova.
La vita ti ha logorata: ti sei consumata nel lavoro. Già da piccola la tua energia ti aveva "assegnato" l'onere di sostenere i fratelli e le sorelle più piccole.
Hai dovuto sentirti negare la possibilità di continuare a studiare. Tu, che mostravi di essere intelligente e desiderosa di apprendere.
Questo non te lo sei mai dimenticato e con determinazione hai agito affinchè questo diritto non mi fosse negato.
Non potrò mai dimenticare gli ultimi minuti in cui ancora eri cosciente.
Mi hai baciato la mano più volte e poi, con stupore, mi hai detto:"..io sto morendo".
Il giorno dopo è iniziato il tuo viaggio apparentemente senza ritorno.
Lo so che non ti sei mai allontanata veramente. Mi manchi.
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RispondiEliminache bello ricordarla in questo modo. Si prega di accettare le mie più sincere condoglianze per la tua perdita.
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