Meteo
giovedì 1 dicembre 2011
Eppure il vento soffia ancora
Dicembre si preannuncia come una fugace apparizione tra una festa e l'altra, tra l'attesa e la speranza, tra un augurio e un brindisi.
Dovrò utilizzare i giorni di ferie residui entro fine anno.
Spero di trascorrere qualche giorno in montagna.
Quest'estate non è stata proprio un periodo di vacanza e ho bisogno di recuperare energie e rivedere luoghi pieni di ricordi, di emozioni, di giorni indimenticabili.
Ci sono luoghi in montagna dove, i comuni mortali, possono accedere solo con la bella stagione. Visitarli ogni anno diventa un rito da celebrare con il cammino e la meditazione in attesa della meta. Ma ovviamente il cammino è già la meta e la meta è un nuovo inizio.
Smettere di lavorare è la conclusione di un ciclo e l'opportunità vera di iniziarne un altro.
Spesso vedo colleghi che prima di andare in pensione sembrano animati da grandi propositi, da interessi che impegneranno tutto il tempo a disposizione, da infinite possibilità.
Io vorrei restringere le mie possibilità a poche cose concrete, ma in particolare a lasciare attraverso qualche piccolo disegno o un dipinto il mio modo di sentire o di immaginare il mondo. Insomma lasciare una traccia silenziosa che possa parlare a chi, per caso, si sofferma a guardare, ad ascoltare i pensieri e le emozioni che in quel momento, attraverso l'arte, mi hanno guidato la mano sulla tela, oltre le mie possibilità. E chissà, forse, dopo quello sguardo meno superficiale, una piccola energia metterà in moto gli pensieri ed emozioni che germineranno una nuova azione. La circolarità dell'energia muove il mondo. E' un fatto etico muovere energia positiva.
mercoledì 30 novembre 2011
Eremo
In un recente corso su Stress e Benessere mi sono trovato a fare un esercizio di rilassamento e visualizzazione sensoriale.
Mi era stato chiesto di pensare ad un luogo che mi restituisce un senso di sicurezza, un rifugio.
Dopo qualche secondo ho immediatamente pensato a Ollomont, alle mie montagne, al benessere di stare in mezzo alla bellezza, alla forte energia di rocce antiche, alla purezza del cielo incontaminato e alla forte presenza della natura sia vegetale che animale. Insomma al mio rifugio di sempre.
All'improvviso l'immagine è cambiata. Mi è apparso l'Eremo delle Stinche che ho visitato pochi anni fa. Il percorso tra i boschi che porta alla piccola costruzione sovrastata da una quercia centenaria. L'ingresso nel locale protetto da spessi muri di sasso. La semplicità dell'arredamento.
Il feeling di essere in un ambiente in cui i monaci hanno vissuto scambiandosi idee, preghiere, intuizioni profonde, insegnamenti e piccole azioni quotidiane.Nella quiete di quell'eremo. Ma in particolare l'emozione di sapere che Giovanni Vannucci è dimorato lì per qualche anno e ha scritti pagine di spiritualità profonda.
In quel momento ho capito che quello è il mio rifugio, certamente un rifugio della memoria, un'appartenenza ideale ed essenziale.
Il sistema limbico del mio cervello rilascia endorfine se visualizzo quel luogo, se annuso quei profumi, se rivedo quei colori e se penso quei pensieri.
Mi era stato chiesto di pensare ad un luogo che mi restituisce un senso di sicurezza, un rifugio.
Dopo qualche secondo ho immediatamente pensato a Ollomont, alle mie montagne, al benessere di stare in mezzo alla bellezza, alla forte energia di rocce antiche, alla purezza del cielo incontaminato e alla forte presenza della natura sia vegetale che animale. Insomma al mio rifugio di sempre.
All'improvviso l'immagine è cambiata. Mi è apparso l'Eremo delle Stinche che ho visitato pochi anni fa. Il percorso tra i boschi che porta alla piccola costruzione sovrastata da una quercia centenaria. L'ingresso nel locale protetto da spessi muri di sasso. La semplicità dell'arredamento.
Il feeling di essere in un ambiente in cui i monaci hanno vissuto scambiandosi idee, preghiere, intuizioni profonde, insegnamenti e piccole azioni quotidiane.Nella quiete di quell'eremo. Ma in particolare l'emozione di sapere che Giovanni Vannucci è dimorato lì per qualche anno e ha scritti pagine di spiritualità profonda.
In quel momento ho capito che quello è il mio rifugio, certamente un rifugio della memoria, un'appartenenza ideale ed essenziale.
Il sistema limbico del mio cervello rilascia endorfine se visualizzo quel luogo, se annuso quei profumi, se rivedo quei colori e se penso quei pensieri.
martedì 29 novembre 2011
Phew! non ricordavo più user e passw del blog

Accidenti, ero quasi senza speranza di poter accedere a questo blog avendo dimenticato le credenziali di accesso, ma all'improvviso ho trovato la strada giusta per recuperarle.
Mi sarebbe spiaciuto abbandonare questo blog.
----------------------------------------------------------------------------------
Con questa crisi politico finanziaria le voci relative ad un'ulteriore modifica delle regole per il pensionamento sembrano sempre piu' credibili. A giorni se ne saprà di più.
Non credo che per me cambierà molto. Nel febbraio 2013 raggiungerò i 40 anni di lavoro e con l'azienda ho già concordato un piano d'uscita. Sono abbastanza stanco di viaggiare e di rimanere nell'ambiente per cui spero che il conto alla rovescia sia iniziato.
Non credo che per me cambierà molto. Nel febbraio 2013 raggiungerò i 40 anni di lavoro e con l'azienda ho già concordato un piano d'uscita. Sono abbastanza stanco di viaggiare e di rimanere nell'ambiente per cui spero che il conto alla rovescia sia iniziato.
Nel frattempo il mese di dicembre sarà d'aiuto per superare velocemente l'anno. Ho ancora qualche giorno di ferie da fare e le feste natalizie faranno da ponte per il nuovo anno.
Il mio obiettivo è di raggiungere il primo di marzo e poter dire: non ci sarà un altro mese di marzo in ufficio!
Beh sì, ognuno si consola come puo'. LOL.
lunedì 29 agosto 2011
Felicità a momenti futuro incerto
La popolare canzone di Carotone sembra la più appropriata per descrivere questo momento della mia vita.
L'accettazione di una situazione che non ammette "se" e "ma" sembra un primo passo per guardare avanti.
Ora i problemi sono di tipo organizzativo e ovviamente sono, relativamente, i più facili da affrontare.
Ma la novità che sento più profondamente è il rapporto nuovo che è emerso con mia madre.
E' diventata la mia bambina. Una bambina che ha bisogno di attenzione, che ripete con profonda semplicità e saggezza le regole che ha imparato nella sua vita. I suoi momenti vitali sono legati al cibo. Non ha mai mangiato con soddisfazione come in questi giorni. E ogni volta che finisce il pranzo o la cena sente di aver superato una prova, di aver fatto il proprio dovere.
Lei si aspetta di migliorare fisicamente, di tornare ad essere autonoma, di aver bisogno della badante solo per un breve periodo. Forse fino a fine anno, quando andrò in pensione.
Mi fa tenerezza nella sua esilità, con quella nuvola di capelli che ricorda la sua gioventù, con il suo passo incerto, la sua lucidità e la sua cocciutaggine.
Si rende conto che, ora, c'è attenzione nei suoi confronti, un'attenzione che si era persa difronte alla sua energica autonomia ancora immutata fino a poco tempo fa.
Si rende conto che, ora, c'è attenzione nei suoi confronti, un'attenzione che si era persa difronte alla sua energica autonomia ancora immutata fino a poco tempo fa.
lunedì 22 agosto 2011
Management
Sto leggendo un interessante libro di Michela Marzano dal titolo: "Estensione del dominio della manipolazione".
La Marzano ha una scrittura chiara e riassume in modo efficace quanto si è praticato nella aziende a livello di cambiamento nel management.
"Le risorse umane" è il temine più abusato negli ultimi decenni. Certo si tratta di un ossimoro perchè lo si usa per addolcire la pillola ma si parla di persone equiparandole all'insieme delle cose che dovrebbero essere a disposizione delle persone stesse.
Oggi in tutti i corsi di formazione si ha l'impressione che l'individuo sia messo al centro dell'azione e che l'azienda si prenda cura anche della sfera della crescita personale che dovrebbe essere funzionale alla crescità nel ruolo e nell'azione in azienda.
Si stanno mischiando le carte. In questo modo il lavoro diventa la nostra vita, l'unica vera ragione per la nostra realizzazione personale. Ma il prezzo è che non ricerchiamo più tale realizzazione in altri ambiti perchè non c'è più tempo, perchè siamo sempre in servizio permanente effettivo.
Il BlackBerry ci dà potere, controlliamo tutto, siamo sempre connessi, ma in sostanza siamo sempre in ufficio!
In un modo subdolo ci viene venduto il potere di autogestione, l'idea di essere imprenditori della nostra attività, che i nostri valori personali sono importanti per l'azienda, ma lo scopo minuscolo è sempre lo stesso. Il prezzo diventa sempre più alto. Il grande fratello si mostra umano, usa la sua maschera più accattivante, ci prende per mano e ci conduce verso traguardi che ci inaridiscono.
venerdì 19 agosto 2011
Il silenzio di Duccio
Ma quanto è profondo Duccio?
"La scrittura autobiografica è il vero incontro con l’esperienza del silenzio perché la scrittura della propria vita richiede tempi lunghi, fatica, gestazione, ritorno sui propri passi, meditazione, revisione richiede quindi un’immersione nelle sonorità, nelle voci anche sgradevoli dell’esistenza. Implica quindi coraggio. La scrittura autobiografica sfida la tentazione di tacere, di sopprimere i nostri sensi di colpa, di fuggire rapidamente per ritrovare una propria felicità, ma silenziosamente, il silenzio grida dentro di noi."
da Apertura Simposio del Silenzio di Duccio Demetrio
"La scrittura autobiografica è il vero incontro con l’esperienza del silenzio perché la scrittura della propria vita richiede tempi lunghi, fatica, gestazione, ritorno sui propri passi, meditazione, revisione richiede quindi un’immersione nelle sonorità, nelle voci anche sgradevoli dell’esistenza. Implica quindi coraggio. La scrittura autobiografica sfida la tentazione di tacere, di sopprimere i nostri sensi di colpa, di fuggire rapidamente per ritrovare una propria felicità, ma silenziosamente, il silenzio grida dentro di noi."
da Apertura Simposio del Silenzio di Duccio Demetrio
mercoledì 17 agosto 2011
Guardarsi negli occhi
Guardare negli occhi il medico che mi dà pessime notizie sulle prospettive di vita di mia madre è stata una delle esperienze emotivamente più forti che ho avuto.
E il medico ne era consapevole e con professionalità mi ha aiutato a comprendere fino in fondo la situazione.
Un medico donna, con gli occhi azzurri, che descriveva oggettivamente la situazione.
Il suo sguardo non mi ha abbandonato finchè ha avvertito che avevo interiorizzato la notizia e la stavo elaborando.
Mi ha chiesto di prendere tempo per decidere, ma era assolutamente certa che non c'era scelta alcuna diversa da quanto lei mi aveva prospettato.
Poi ho deciso che l'unico modo per aiutare mia madre era quello, per me, di riprendere a vivere, di guardare avanti, di portarle la mia tranquillità, il mio aiuto e la mia energia.
Iscriviti a:
Post (Atom)
