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mercoledì 30 novembre 2011

Eremo

In un recente corso su Stress e Benessere mi sono trovato a fare un esercizio di rilassamento e visualizzazione sensoriale.
Mi era stato chiesto di pensare ad un luogo che mi restituisce un senso di sicurezza, un rifugio.
Dopo qualche secondo ho immediatamente pensato a Ollomont, alle mie montagne, al benessere di stare in mezzo alla bellezza, alla forte energia di rocce antiche, alla purezza del cielo incontaminato e alla forte presenza della natura sia vegetale che animale. Insomma al mio rifugio di sempre.
All'improvviso l'immagine è cambiata. Mi è apparso l'Eremo delle Stinche che ho visitato pochi anni fa. Il percorso tra i boschi che porta alla piccola costruzione sovrastata da una quercia centenaria. L'ingresso nel locale protetto da spessi muri di sasso. La semplicità dell'arredamento.
Il feeling di essere in un ambiente in cui i monaci hanno vissuto scambiandosi idee, preghiere, intuizioni profonde, insegnamenti e piccole azioni quotidiane.Nella quiete di quell'eremo. Ma in particolare l'emozione di sapere che Giovanni Vannucci è dimorato lì per qualche anno e ha scritti pagine di spiritualità profonda.
In quel momento ho capito che quello è il mio rifugio, certamente un rifugio della memoria, un'appartenenza ideale ed essenziale.
Il sistema limbico del mio cervello rilascia endorfine se visualizzo quel luogo, se annuso quei profumi, se rivedo quei colori e se penso quei pensieri.

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